Vi starete sicuramente chiedendo come mai sto parlando sempre di cucina,la risposta è semplice: sono troppo impegnata con gli esami e non ho il tempo per uscire e fare delle foto degne per parlarvi delle altre cose che mi sono promessa di trattare, quindi siccome devo sfogarmi e devo riempirmi di energie mi sto dando alla cucina. C'è un detto in Sicilia che dice “ saccu vacanti 'un po' stari a l'addritta” cioè " sacco vuoto non può stare in piedi" e proprio per questo oggi mi sono concessa “u pisci r'ovo”. Così chiamano qua in Sicilia la frittata, che proprio perchè è arrotolata su se stessa e prende la forma di un simil pesce si chiama così. Ovviamente ci ho messo qualche anno per capire che si chiama così per questo motivo dato che quando ero piccola e mia mamma lo preparava immaginavo che con una magia trasformasse un pesce in frittata, ma va beh..avevo molta fantasia.
In una ristampa di un antico libro di cucina siciliana che ho a casa ho trovato questa antica ricetta della frittata che si è evoluta diventando “U
pisci r'ovo” che è una ricetta poverissima,velocissima e semplicissima
che preparava sempre mia nonna ogni volta che impanava le cotolette e
le restava del pangrattato condito.
Gli
ingredienti per una persona affamata sono questi:
due uova
pangrattato
due cucchiai
sale
q.b.
pepe
nero q.b.
menta
secca q.b.
parmigiano
o pecorino due cucchiai ( se preferite fare la ricetta più strong e usare il pecorino limitate il sale)



